Fondazione Aldega

Under Construction

Origini

Il Palazzo Aldega già Vezi, tradizionalmente chiamato Palazzo di Croce di Borgo.
La famiglia Vezi, famiglia agiata ed imparentata con molti personaggi della nobiltà amerina , già compare nei documenti notarili amerini tra il XIV e XVI secolo. Si conoscono documenti del quattrocento che parlano di un Vezio, figlio di Antonio di Vezio, di Moricone, il quale ebbe tre figli: Pierlorenzo che sposò una Clementini. Antonio sposò una Cansacchi, mentre le femmine sposarono un Racani ed un Geraldini. Pierlorenzo ebbe un figlio Delio Vezi, marito di Simona Zuccanti anche essa di una delle famiglie più note amerine. Delio fu a lungo in rapporto con gli Alviano, per conto dei quali trattò spesso con Antonello Zampeschi da Forlì, genero di Bartolomeo da Alviano. Negli anni tra il 1545 ed il 1548 fu anche appaltatore del sale per la città di Amelia, ufficio che certamente fu la fonte della sua ricchezza, insieme al commercio dei panni di lana, attività che svolgeva nel suo fondaco di borgo, confinante con quello di Leonello Mendosi, spesso suo socio in affari. Figli di Delio furono poi Marco, nome che compare nei portali del Palazzo di Croce di Borgo e Giovanni, ambedue intrapresero la carriera ecclesiastica, diventando canonici della Cattedrale. Per loro conto agisce spesso il padre quale procuratore nella vendita o nei contratti di affitto di case e terreni delle loro prebende. Mentre Giovanni continua la sua carriera ecclesiastica, Marco sposa Orinzia Cansacchi nel 1562. Marco si laurea in “utroque jure” (diritto civile e canonico) in veste di procuratore legale svolge spesso la sua attività anche a Roma, dove viene in contatto con diversi personaggi della Curia, dei quali cura gli affari. Questo è il momento di maggior prestigio della famiglia Vezi In questo momento il palazzo di Croce di Borgo, viene ampliato. Viene costruita una cappella di loro patronato nella Chiesa di San Francesco, cappella che viene dedicata a San Giovanni Battista. Marco Vezi morì nel 1588. I figli furono Marcello, Diomede e Delio Vezi, che aveva preso il nome del nonno. Delio Vezi, dopo aver acquisito benefici ecclesiastici in varie parti d’Italia ed essere stato al servizio del Cardinale Pietro Paolo Crescenzi tornò ad Amelia, tra gli anni cinquanta e sessante del Seicento ed esercitò a lungo gli uffici di Vicario Generale della Diocesi. Con lui e con i fratelli morti senza figli si chiude la storia della famiglia Vezi.

Notizie storiche ed architettoniche

Il Palazzo Aldega già Vezi, chiamato tradizionalmente palazzo di Croce di Borgo è un complesso di tre immobili già esistenti e messi insieme nel periodo di maggior splendore economico da Marco Vezi verso il 1562. (Vedi documenti catasto di Terni). Il Palazzo comprende l’intero isolato che va dalla Via Repubblica numero civico 123 fino al numero 131 poi gira su via Assettati fino al numero civico 3. La facciata che dà su Via Assettati 3 è caratterizzata da un portone incorniciato da un bugnato elegante, le due finestre laterali con cornici, il piano nobile che si erge altissimo ed il secondo piano con finestre ad arco ci fa comparare lo stile del Palazzo con i Palazzi disegnati da Antonio Cardini (Firenze, 12 aprile 1484 – Terni, 3 agosto 1546) detto Antonio da Sangallo il Giovane, architetto presente ad Amelia (vedi Palazzo Farrattini, e Palazzo alle Colonne), inoltre Palazzo Baldassini Roma, Palazzo Spada di Terni, dove il primo piano si slancia alto come nel nostro ed il secondo piano con le finestre ad arco). Inoltre esistono documenti (Vedi ricerche di archivio curate dal prof. Emilio Lucci, ricercatore ed archivista storico, esperto di storia amerina) che parlando di confini, qui vi si inserisce anche il pittore Pierfrancesco Perini con il quale i Vezi nel corso dei lavori di costruzione del Palazzo nel 1524, stipulano un accordo per l’innalzamento di alcuni muri di confine tra le due proprietà lungo la Via del Borgo Novo (la parte alta di Via Leone) l’attuale Via Assettati. Durante i lavori fatti eseguire da Marco Vezi verso il 1562, al Palazzo viene inglobata anche una piccola casa medioevale che sarà il salone centrale della casa con un camino monumentale con le sigle di Marco Vezi e lo stemma (non trovato nell’araldica del tempo). Inoltre verrà aggiunto il palazzo di Via della Repubblica (Palazzo di origine medievale vedi le tracce lasciate sulla facciata) ingresso civico numero 129 e tutti i fondi che serviranno per la vendita del sale e della lana (licenza ottenuta da Roma, vedi archivio Vescovile di Amelia). Quindi il Palazzo Aldega già Vezi o Palazzo di Croce di Borgo si può considerare rappresentativo di uno stile architettonico ampiamente presente in Umbria ed in particolare ad Amelia per la sua eleganza e complessità.